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	<title>La Gabbianella</title>
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	<description>Nuovi equilibri</description>
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		<title>La Gabbianella</title>
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		<title>Il pane fatto in casa con la pasta madre</title>
		<link>http://lagabbianella.wordpress.com/2008/09/18/il-pane-fatto-in-casa-con-la-pasta-madre/</link>
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		<pubDate>Thu, 18 Sep 2008 12:27:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>davide</dc:creator>
				<category><![CDATA[Autoproduzione]]></category>
		<category><![CDATA[Decrescita]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;autoproduzione è un piccolo gesto di ribellione nei confronti di una società che ci impone di comprare e consumare, alienandoci da capacità che per generazioni i nostri progenitori hanno avuto, conservato e tramandato ai loro discendenti.
Ad un certo punto ci si chiede perché comprare un prodotto, spesso di bassa qualità, di cui non si conosce [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lagabbianella.wordpress.com&blog=4114264&post=70&subd=lagabbianella&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">L&#8217;autoproduzione è un piccolo gesto di ribellione nei confronti di una società che ci impone di comprare e consumare, alienandoci da capacità che per generazioni i nostri progenitori hanno avuto, conservato e tramandato ai loro discendenti.</p>
<p style="text-align:justify;">Ad un certo punto ci si chiede perché comprare un prodotto, spesso di bassa qualità, di cui non si conosce la provenienza né l&#8217;esatta composizione, che magari ha viaggiato per migliaia di chilometri prima di arrivare sulla nostra tavola, quando possiamo benissimo farcelo da noi, risparmiando pure soldi. Per non parlare della soddisfazione di mangiare qualcosa che abbiamo fatto con le nostre mani, o magari con l&#8217;aiuto di qualcuno più esperto, forse dopo alcuni tentativi fallimentari ma istruttivi!</p>
<p style="text-align:justify;">Ecco perché ho deciso di autoprodurmi il pane, ma per farla ancora più complicata, non ho usato il lievito già pronto, ma l&#8217;ho fatto io, creando prima la <em>pasta madre</em>, o <em>lievito naturale</em>.</p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;idea della pasta madre è quella di far sviluppare da un semplicissimo impasto i batteri e i fermenti lattici che servono per la fermentazione e lievitazione del pane. Una volta pronta, ogni volta che la si usa, la si diluisce in una uguale quantità di farina, acqua quanto basta, si impasta nuovamente il tutto (pasta madre, acqua e farina) e si stacca dalla massa dell&#8217;impasto una parte, la nuova pasta madre, che sarà conservata in frigo per il prossimo pane.</p>
<p style="text-align:justify;"><span id="more-70"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Proverò qui di seguito a raccontare la mia esperienza e le indicazioni che mi sento di proporre per chi volesse cimentarsi in questa impresa. Buon lavoro!</p>
<p style="text-align:justify;">Allora, si inizia con questi ingredienti:</p>
<p style="text-align:justify;">- 200 g di farina bianca di grano tenero (&#8216;0&#8242; o &#8216;00&#8242;) &#8211; io ho usato la &#8216;0&#8242;, ma per caso. Ovviamente per una buona riuscita deve essere biologica o biodinamica, ancora meglio se macinata da noi in casa a partire dai grani, poco prima di utilizzarla</p>
<p style="text-align:justify;">- 95/100 ml di acqua &#8211; io ho usato quella del rubinetto lasciata a decantare in una bottiglia di vetro in modo da liberarla del cloro. Alcuni dicono che ci andrebbe acqua distillata, ma in fondo è bello che anche l&#8217;acqua abbia delle sue caratteristiche peculiari da trasmettere alla pasta madre</p>
<p style="text-align:justify;">- 1 cucchiaio grande di miele, biologico e locale</p>
<p style="text-align:justify;">- 1 cucchiaio grande di yogurt bianco, biologico, e/o un frutto zuccherino &#8211; io ho usato una pera</p>
<p style="text-align:justify;">Si inizia lavandosi ben bene le mani, è importante che la pasta madre sviluppi solo batteri &#8216;buoni&#8217;, e non altre schifezze raccolte per strada <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align:justify;">1) In un contenitore di vetro si impasta tutta la farina con l&#8217;acqua, il miele e lo yogurt. Meglio non usare subito tutta l&#8217;acqua, ma aggiungerla un po&#8217; alla volta fino ad ottenere una massa compatta ma morbida, che non si appiccica più alle mani. Non devono restare grumi di farina, quindi bisogna lavorare la pasta per circa 20 minuti.</p>
<p style="text-align:justify;">2) Finito l&#8217;impasto, l&#8217;ideale sarebbe lasciare la pasta madre in un contenitore di vetro chiuso con il suo coperchio. In alternativa, un piatto o una scodella di vetro o ceramica, coperta da un panno pulito ed umido (se il panno si secca si forma una crosta sulla pasta, non è drammatico ma si perde una parte dell&#8217;impasto che andrà buttata). Io, per lasciar formare e &#8216;lavorare&#8217; i batteri, ho chiuso la pasta madre in forno (spento ovviamente), con pentolino d&#8217;acqua bollente per mantenere una buona umidità e temperatura (che dovrebbe essere compresa tra i 25 e i 30°C).</p>
<p style="text-align:justify;">3) Dopo 24 ore si rimpasta il tutto, senza aggiungere niente, e si rimette a riposare. Questa fase non è indespensabile ma migliora la distribuzione dei batteri nella pasta.</p>
<p style="text-align:justify;">4) Dopo altre 24 ore la pasta dovrebbe avere assunto un odore leggermente acido, una consistenza soffice ed avere aumentato un po&#8217; il suo volume. Attenzione che potrebbe essersi formata la muffa, nel qual caso bisogna buttare e rifare da capo. La prima volta a me è successo dopo una settimana di lavoro della pasta, per qualche motivo misterioso, e ho dovuto ricominciare tutto&#8230; A questo punto, si fa il primo &#8216;rinfresco&#8217;: si impasta la madre con altra farina (200 g) e altra acqua (95/100 ml), si torna ad una massa un po consistente, si divide in due l&#8217;impasto e qui si decide cosa farne&#8230; Una metà la si tiene per proseguire con la preparazione della pasta madre, l&#8217;altra metà in teoria è inutile. La si può buttare oppure, come ho fatto io, la si impasta con un po&#8217; di farina e la si cuoce per farne uno o due panini che andranno cotti in forno. Saranno panini aciduli e poco lievitati (prima di infornarli, si può aggiungere un cucchiaino scarso di sale, oppure dello zucchero, dei cereali secchi, delle uvette, muesli, insomma tutto ciò che la fantasia suggerisce per rendere il &#8216;pane&#8217; più saporito)</p>
<p style="text-align:justify;">5) Si rimette la pasta avanzata nel suo contenitore, in luogo caldo e umido, ogni giorno si rimpasta, e ogni due giorni si fa un rinfresco. Io ho fatto un rinfresco, il primo, con farina integrale di grano tenero, e il secondo con farina integrale di segale (dal terzo ho ripreso con la farina bianca), per dare un po&#8217; di varietà alla pasta. I puristi consigliano di usare solo farina bianca, <em>de gustibus</em>&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">6) Dopo 3 o 4 rinfreschi bigiornalieri, la pasta dovrebbe essere a buon punto, presentare una struttura &#8216;ad alveoli&#8217; ed avere una certa capacità di aumentare volume. Iniziano i rinfreschi quotidiani, sempre nel modo indicato in precendeza. Il numero di rinfreschi va un po &#8216;a sensazione&#8217;, la pasta è pronta quando raddoppia di volume in 3/4 ore dal rinfresco.</p>
<p style="text-align:justify;">Io fin qui ci ho messo quasi due settimana, e finalmente la pasta madre era pronta! A metà dell&#8217;opera ho aggiunto un altro cucchiaio di miele e yogurt visto che mi sembrava che la pasta facesse un po&#8217; di fatica a produrre i batteri, e ho anche aggiunto una pera tagliata in quattro fette, lasciata nell&#8217;impasto per un paio di giorni. Ci sono metodi più professionali di questo, che prevedono attrezzatura più sofisticata, ma per me era sufficiente fermarmi qui.</p>
<p style="text-align:justify;">Alla fine del processo avevo circa 150 g di pasta madre. Per fare il pane ho proceduto così:</p>
<p style="text-align:justify;">1. ho raddoppiato (circa) il peso della madre, facendo un rinfresco con acqua e farina, e poi ho lasciato l&#8217;impasto a lievitare per circa 8 ore</p>
<p style="text-align:justify;">2. a questo punto ho separato dall&#8217;impasto circa 150 g di pasta, che da usare come successiva pasta madre, e con quella che è rimasta ho fatto il pane vero e proprio</p>
<p style="text-align:justify;">3. per farlo, bisogna usare una parte di pasta madre e 2/3 parti di farina, acqua quanto basta per avere una massa compatta. A ciò si aggiunge circa un cucchiaino di sale grosso (meglio se integrale marino) e una cucchiaio da minestra di olio extravergine d&#8217;oliva. In più, si può aggiungere tutto ciò che si vuole (nel mio primo esperimento semi di sesamo)</p>
<p style="text-align:justify;">4. dopo avere impastato, si inforna a circa 200 °C. Il pane deve cuocere in 45/50 minuti, se impiega di meno o di più, significa che la temperatura era troppo alta o bassa. Se avete un forno a gas, è meglio tenere il pane il più in alto possibile per non cuocerlo troppo nella parte inferiore.</p>
<p style="text-align:justify;">5. A questo punto il pane è pronto! A me il primo è risultato leggermente acido, la prossima volta userò un po&#8217; più di farina rispetto alla stessa quantità di pasta madre.</p>
<p style="text-align:justify;">E&#8217; importante ricordarsi di usare la pasta madre almeno una volta a settimana, conservandola in frigo, per evitare che diventi troppo acida.</p>
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		<title>L&#8217;elefante incatenato</title>
		<link>http://lagabbianella.wordpress.com/2008/07/29/lelefante-incatenato/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Jul 2008 09:13:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>davide</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando ero piccolo adoravo il circo, ero attirato in particolar modo dall&#8217;elefante che, come scoprii più tardi, era l&#8217;animale preferito di tanti altri bambini. Durante lo spettacolo faceva sfoggio di un peso, una dimensione e una forza davvero fuori dal comune&#8230; ma dopo il suo numero , e fino ad un momento prima di entrare [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lagabbianella.wordpress.com&blog=4114264&post=67&subd=lagabbianella&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Quando ero piccolo adoravo il circo, ero attirato in particolar modo dall&#8217;elefante che, come scoprii più tardi, era l&#8217;animale preferito di tanti altri bambini. Durante lo spettacolo faceva sfoggio di un peso, una dimensione e una forza davvero fuori dal comune&#8230; ma dopo il suo numero , e fino ad un momento prima di entrare in scena, l&#8217;elefante era sempre legato ad un paletto conficcato nel suolo, con una catena che gli imprigionava una delle zampe. Eppure il paletto era un minuscolo pezzo di legno piantato nel terreno soltanto per pochi centimetri. e anche se la catena era grossa mi pareva ovvio che un animale del genere potesse liberarsi facilmente di quel paletto e fuggire. Che cosa lo teneva legato? Chiesi in giro a tutte le persone che incontravo di risolvere il mistero dell&#8217;elefante qualcuno mi disse che l&#8217;elefante non scappava perché era ammaestrato&#8230; allora porsi la domanda ovvia: &#8220;Se è ammaestrato, perché lo incatenano?&#8221;. Non ricordo di aver ricevuto nessuna risposta coerente. Con il passare del tempo dimenticai il mistero dell&#8217;elefante e del paletto. Per mia fortuna qualche anno fa ho scoperto che qualcuno era stato tanto saggio da trovare la risposta.</p>
<p><span id="more-67"></span></p>
<p>L&#8217;elefante del circo non scappa perché è stato legato a un paletto simile fin da quando era molto, molto piccolo.</p>
<p>Chiusi gli occhi e immaginai l&#8217;elefantino indifeso appena nato, legato ad un paletto che provava a spingere, tirare e sudava nel tentativo di liberarsi,ma nonostante gli sforzi non ci riusciva perché quel paletto<br />
era troppo saldo per lui, così dopo vari tentativi un giorno si rassegnò alla propria impotenza. L&#8217;elefante enorme e possente che vediamo al circo non scappa perché crede di non poterlo fare: sulla sua pelle è impresso il ricordo dell&#8217;impotenza sperimentata e non è mai più ritornato a provare&#8230; non ha mai più messo alla prova di nuovo la sua forza&#8230; mai più!</p>
<p>A volte viviamo anche noi come l&#8217;elefante pensando che non possiamo fare un sacco di cose semplicemente perché una volta,un po&#8217; di tempo fa ci avevamo provato ed avevamo fallito, ed allora sulla pelle abbiamo<br />
inciso&#8221;non posso, non posso e non potrò mai&#8221;.</p>
<p>L&#8217;unico modo per sapere se puoi farcela è provare di nuovo mettendoci tutto il cuore&#8230;. tutto il tuo cuore!</p>
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		<title>Lo stato felice</title>
		<link>http://lagabbianella.wordpress.com/2008/07/25/lo-stato-felice/</link>
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		<pubDate>Fri, 25 Jul 2008 13:25:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>davide</dc:creator>
				<category><![CDATA[Decrescita]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia e decrescita]]></category>

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		<description><![CDATA[di Marinella Correggia, Altraeconomia luglio/agosto 2008
In Bhutan un re sognatore ha imposto di misurare la &#8220;felicità nazionale lorda&#8221;, puntando ad aumentare questa, e non il PIL. Anche a costo di rinunciare al trono
La signora Gyem coltiva orzo sulle colline del Bhutan e, intervistata dalla stampa internazionale, ha riassunto le perplessità dei suoi concittadini rispetto alle [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lagabbianella.wordpress.com&blog=4114264&post=63&subd=lagabbianella&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:right;"><em>di Marinella Correggia, Altraeconomia luglio/agosto 2008</em></p>
<p style="text-align:center;"><em>In Bhutan un re sognatore ha imposto di misurare la &#8220;felicità nazionale lorda&#8221;, puntando ad aumentare questa, e non il PIL. Anche a costo di rinunciare al trono</em></p>
<p style="text-align:justify;">La signora Gyem coltiva orzo sulle colline del Bhutan e, intervistata dalla stampa internazionale, ha riassunto le perplessità dei suoi concittadini rispetto alle prime elezioni tenutesi nel Paese lo scorso marzo. Gyem e gli altri bhutanesi hanno nutriente cibo locale, acqua potabile, scuola e sanità gratuite, elettricità, una natura spettacolare e incontaminata, un forte radicamento nei valori spirituali e culturali tradizionali: la democrazia cosa aggiungerà mai, si chiedono?</p>
<p style="text-align:justify;"><span id="more-63"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Non capiscono perché l&#8217;amatissimo re Jigme Singye Wangchuck e il suo successore dal 2006, il figlio Jigme Khesar Namgyal Wangchuck abbiano &#8220;imposto&#8221; una democrazia che nessuno chiedeva e che esporrà il Paese a nuove sfide. Il re ha spiegato: «Non posso garantire che tutti i miei successori avranno come principio guida la felicità del popolo&#8230;». Felicità, che strano sostantivo. Perla di monti e foreste incastonata fra Cina, Nepal, Bangladesh e India, poche centinaia di migliaia di abitanti (il 70 per cento dei quali dediti all&#8217;agricoltura), il Bhutan è stato indicato nel 2006 du <em>Business week </em>come il Paese più felice in Asia. Là, lontano lontano, negli anni 70, un re pensò che la felicità del popolo dovesse essere l&#8217;obiettivo anche della politica. E inventò la felicità nazionale lorda (FNL). Un sogno di ragazzo; la cui applicazione è promossa da una Commissione nazionale ad hoc.</p>
<p style="text-align:justify;">Come si misura nella realtà la FNL? Ce lo ha spiegato il ministro dell&#8217;agricoltura bhutanese Lyonpo Pema Gyantso, in una sua visita in Italia. «Ci sono quattro pilastri. Primo, un certo benessere economico, con buoni livelli di alimentazione, <em>habitat</em>, istruzione, salute, lavoro. In pochi decenni l&#8217;apettativa di vita è salita di vent&#8217;anni, partendo dai 44 degli anni 70; il tasso di alfabetizzazione degli adulti è intorno al 70 per cento; il tasso di iscrizione scolastica infantile è vicino al cento per cento e si tratta di bambine e bambini in uguale percentuale.</p>
<p style="text-align:justify;">Non abbiamo senzatetto e affamati. A una relativa povertà in denaro (il reddito pro capite del Paese è di poco superiore a mille dollari) in Bhutan si fa fronte con l&#8217;autoproduzione e le reti di sicurezza sociale. Secondo pilastro, l&#8217;armoniosa coesistenza con la natura: puoi anche essere molto ricco, ma se vivi in un pianeta che stai distruggendo, che ricchezza è? Noi teniamo in estrema cura la terra e le foreste, fonti di vita, biodiversità, acqua; purtroppo non saremo al riparo dai cambiamenti climatici&#8230; Terzo, una buona amministrazione da parte di persone oneste. Quarto, l&#8217;identità culturale, i valori della famiglia, la ricchezza spirituale, la rete di amicizie: puoi avere tanto denaro, ma se sei inquieto, solo, senza più valori sei davvero povero. Certo, la non cultura globalizzata è già penetrata malgrado gli sforzi; anche il tentativo di vietare del tutto il tabacco e le buste di plastica in omaggio al principio della salute e dell&#8217;ambiente ha funzionato solo parzialmente».</p>
<p style="text-align:justify;">Andare a vedere quest&#8217;ultimo paradiso? Il Bhutan ha finora evitato il turismo da cavallette adottando una politica basata sui piccoli numeri e sui grandi incassi. Sono permessi circa ventimila visitatori all&#8217;anno e devono lasciare nel Paese almeno 150 dollari al giorno; proibito scalare le montagne.</p>
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		<title>Dal low cost alla decrescita come vivremo col petrolio oltre i 200 dollari</title>
		<link>http://lagabbianella.wordpress.com/2008/07/23/60/</link>
		<comments>http://lagabbianella.wordpress.com/2008/07/23/60/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 23 Jul 2008 08:15:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>davide</dc:creator>
				<category><![CDATA[Decrescita]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolio]]></category>

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		<description><![CDATA[Repubblica
Supplemento Affari e Finanza
ultimo aggiornamento 21 Luglio 2008
ECONOMIA ITALIANA

di Giampaolo Fabris
Il greggio a 200 dollari. Il greggio a 300 dollari. Cosa significherebbero scenari tanto devastanti per i consumi? Apocalittici ma non impossibili, almeno il primo. Per il secondo ricordo soltanto che era comunque fra le provocazioni del World Economic Forum di quest’anno. Con il greggio [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lagabbianella.wordpress.com&blog=4114264&post=60&subd=lagabbianella&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:right;"><em>Repubblica<br />
Supplemento Affari e Finanza<br />
ultimo aggiornamento 21 Luglio 2008<br />
ECONOMIA ITALIANA<br />
</em></p>
<p style="text-align:right;"><em>di Giampaolo Fabris</em></p>
<p style="text-align:justify;">Il greggio a 200 dollari. Il greggio a 300 dollari. Cosa significherebbero scenari tanto devastanti per i consumi? Apocalittici ma non impossibili, almeno il primo. Per il secondo ricordo soltanto che era comunque fra le provocazioni del World Economic Forum di quest’anno. Con il greggio a 200 dollari lo scenario non è difficile da prevedere: basta estrapolare i meccanismi che i consumatori hanno messo a punto in questi anni per confrontarsi con una congiuntura così sfavorevole. Il punto di partenza non può che essere il precipitare di una parte consistente di famiglie al di sotto della soglia di povertà. Ma anche difficoltà generalizzate di accesso ad una molteplicità di consumi da parte di vasti settori dei ceti medi. Il primo acquisto a contrarsi è quello più esplicitamente chiamato in causa dal caro greggio ed anche quello che pesa di più sul budget familiare: l’auto non si sostituisce, si usa sempre meno, i nuovi acquisti privilegiano modelli a consumi ridotti. L’epoca dei Suv mangia benzina si è per sempre conclusa. Il nomadismo – uno dei trend più significativi degli ultimi decenni – tende a ridursi a livelli fisiologici.</p>
<p style="text-align:justify;"><span id="more-60"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Perché accanto all’auto diverranno generi improponibili anche i lunghi viaggi che non saranno più low cost mentre la bici e gli scooter, ma non la moto, registreranno una seconda giovinezza. Le case saranno sempre più fredde d’inverno e l’aria condizionata d’estate, laddove gli impianti esistono, ridotta alle giornate torride. Gli acquisti alimentari invertiranno la tendenza degli ultimi anni a una minore incidenza sul budget e riprenderanno a presidiare una quota importante della spesa. Fenomeni oggi di nicchia come i farmers market, i kilometro zero con cibi locali e di stagione che abbattendo l’intermediazione consentono di contenere fortemente i prezzi ma anche la ripresa dell’autoproduzione agricola e più in generale dell’agricoltura coinvolgeranno segmenti crescenti della popolazione. L’inquietante fenomeno dello spreco (sino ad un quinto della spesa alimentare) scomparirà radicalmente. L’hard discount – che non pesa adesso su più del 10% degli acquisti – tenderà ad approssimarsi a quel 50% esistente in Germania che non cessa di turbare i sonni dell’industria di marca. Ed accanto all’hard discount si potenzieranno tutte quelle formule – dagli outlet ai mercati rionali, dagli spacci aziendali ai negozi dell’usato ma anche forme inedite di baratto – che già adesso stanno divenendo familiari agli italiani. Si ridurranno le quantità acquistate, le frequenze di consumo, tutti i beni di sostituzione – in primis l’abbigliamento – subiranno un forte rallentamento. Il macro fenomeno sarà verso versioni di marche/prodotti meno costosi e vedrà un forte ritorno dell’unbranded. Presumibilmente non si contrarrà la frequentazione di Internet, alleato prezioso nell’individuare soluzioni o opportunità che possano consentire di gestire una situazione tanto difficile.<br />
Lo scenario 300 dollari appare, a chi scrive, incompatibile con un’economia capitalistica così come oggi la conosciamo. Per cui o verrà fronteggiata con azioni adesso imprevedibili ma sempre possibili come il controllo manu militari delle zone dei pozzi da parte di consorzi di nazioni (quelle del G8?) oppure i grandi totem che il capitalismo ha sempre considerato come irrinunciabili dovranno venire profondamente rivisitati. In primis il concetto di crescita. Potrebbe allora trovare spazio e legittimazione, sia pure in maniera surrettizia ma che importa, quell’inevitabile decrescita di cui da tempo si parla. Intesa non come dramma o catastrofe ma come scelta doverosa e opportuna a fronte della limitatezza delle risorse, non solo di carburanti, del pianeta. Decrescita non come parola d’ordine di pochi intellettuali disadattati. Forse, invece, la nascita di un grande movimento di massa che smonti i concetti di felicità e di benessere, di telos e di futuro costruiti sino ad oggi per sostituirli con altri. Facendo cioè di necessità virtù. Un processo non all’insegna della depressione o del regresso ma come consapevole e condiviso superamento di un periodo storico – quello attuale che verrà ricordato non come un eden perduto ma come affetto da bulimia economica e dei consumi. Come patologia quindi.</p>
<p><a title="Articolo su Repubblica" href="http://www.repubblica.it/supplementi/af/2008/07/21/economiaitaliana/016consumo.html" target="_self">http://www.repubblica.it/supplementi/af/2008/07/21/economiaitaliana/016consumo.html</a><br />
<a title="Wikipedia - Giampaolo Fabris" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giampaolo_Fabris" target="_self"> http://it.wikipedia.org/wiki/Giampaolo_Fabris</a><br />
<a title="Giampaolo Fabris" href="http://www.giampaolofabris.it/" target="_self"> http://www.giampaolofabris.it/</a></p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/lagabbianella.wordpress.com/60/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/lagabbianella.wordpress.com/60/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lagabbianella.wordpress.com/60/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lagabbianella.wordpress.com/60/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lagabbianella.wordpress.com/60/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lagabbianella.wordpress.com/60/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lagabbianella.wordpress.com/60/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lagabbianella.wordpress.com/60/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lagabbianella.wordpress.com/60/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lagabbianella.wordpress.com/60/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lagabbianella.wordpress.com/60/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lagabbianella.wordpress.com/60/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lagabbianella.wordpress.com&blog=4114264&post=60&subd=lagabbianella&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Sostenibilità: la scelta libertaria</title>
		<link>http://lagabbianella.wordpress.com/2008/07/23/sostenibilita-la-scelta-libertaria/</link>
		<comments>http://lagabbianella.wordpress.com/2008/07/23/sostenibilita-la-scelta-libertaria/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 23 Jul 2008 07:58:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>davide</dc:creator>
				<category><![CDATA[Decrescita]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Consumi]]></category>
		<category><![CDATA[Liberismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblico le conclusioni di un articolo uscito sul  Supplemento al n. 337 -estate 2008- della rivista anarchica mensile &#8216;A&#8217; (http://www.anarca-bolo.ch/a-rivista). Per leggere tutto l&#8217;articolo potete andare sulla pagina web della rivista.
dossier a cura di
Adriano Paolella e Zelinda Carloni

Da molto tempo è noto quanto il comportamento degli individui possa migliorare le condizioni dell’ambiente. Acquisti orientati [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lagabbianella.wordpress.com&blog=4114264&post=54&subd=lagabbianella&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:center;"><em>Pubblico le conclusioni di un articolo uscito sul  Supplemento al n. 337 -estate 2008- della rivista anarchica mensile &#8216;A&#8217; (<a title="Anarca-Bolo" href="http://www.anarca-bolo.ch/a-rivista" target="_self">http://www.anarca-bolo.ch/a-</a></em><em><a title="Anarca-Bolo" href="http://www.anarca-bolo.ch/a-rivista" target="_self">rivista</a>). Per leggere tutto l&#8217;articolo potete andare sulla pagina web della rivista.</em></p>
<p style="text-align:right;"><em>dossier a cura di<br />
Adriano Paolella e Zelinda Carloni</em></p>
<p style="text-align:right;"><em></em></p>
<p style="text-align:justify;">Da molto tempo è noto quanto il comportamento degli individui possa migliorare le condizioni dell’ambiente. Acquisti orientati nei confronti di merci di maggiore qualità ecologica, riduzione dei consumi energetici attraverso una gestione oculata degli impianti e degli elettrodomestici, riduzione delle emissioni con l’uso di vettori alternativi e innovativi, sostituzione a livello privato dell’energia da fonti fossili con quelle rinnovabili.<br />
Ma l’attenzione di moltissime persone nei confronti di comportamenti ambientalmente e socialmente qualificati è contrastata dall’economicità delle merci a minore qualità ambientale (prodotti di qualità minore spesso scaturenti da processi dequalificati) e dalla promozioni di merci fortemente inquinanti.<br />
Quante lampadine a incandescenza dobbiamo sostituire per recuperare la differenza di energia esistente tra la costruzione e l’uso di un autoveicolo di piccola cilindrata ed un SUV? Quanti classi di Euro (siamo a Euro 4) dobbiamo percorrere per recuperare l’incremento medio di cilindrate che i produttori hanno attuato nell’ultimo ventennio?</p>
<p style="text-align:justify;"><span id="more-54"></span><br />
L’eventuale differenza di qualità del caffè prodotto da una macchinetta normale e da una caffettiera tipo bar a cialde motiva lo sperpero di energia per costruire e gestire i due strumenti e l’incremento di rifiuti che il sistema cialde comporta (anche se fossero “riciclabili”, “biodegradabili”, “ecocompatibili”, “naturali”, etc).<br />
Questi prodotti non hanno l’obiettivo di ridurre il peso ambientale della nostra specie. Si muovono autonomamente dagli interessi dell’umanità, su regole e criteri propri: aumentare i profitti dei produttori, ampliare il mercato, inventare merci rivolte a specifiche categorie di consumatori.<br />
Vi è l’interesse della produzione nel predisporre oggetti di grande dimensione, perché attraverso di essi riescono a motivare i costi elevati a parità di funzione, e oggetti che complicano la funzione perché ne sostengono l’utilità. Questo tipo di oggetti, grandi, complessi, a breve durata, sono esaltati dai produttori rispetto ad altre merci (con la stessa funzione ma semplici e correttamente dimensionati) e su questi scatenano tutta la comunicazione e le motivazioni emozionali sostengono le vendite.<br />
La popolazione mondiale è sottoposta ad un continuo bombardamento di comunicazioni commerciali, accattivanti, gustose che propongono soluzioni affascinanti a problemi inesistenti, progettate da specialisti, realizzate da tecnici di grande capacità; così facendo riescono a indirizzare i desideri a riportarli nell’ambito del mercato ed in questa maniera a esaudirli.<br />
Gli individui sono stravolti da questa messe di piacere: rispondono per gran parte impegnando più di quello che posseggono, lavorando oltre misura per poter accedere alla soddisfazione degli acquisti. È un dato che gran parte dei grandi centri commerciali sono strapieni proprio il sabato e la domenica, giornate in cui l’acquisto ha sostituito altre forme di diletto per gran parte degli abitanti non poveri del pianeta.<br />
I comportamenti ecologici quindi sono molto impegnativi per la difficoltà di essere praticati in un modello che facilita comportamenti opposti, di trovare le merci a basso impatto, di contattare e gestire artigiani e autoproduttori, per la difficoltà a trovare la collaborazione di altri nel percorso avviato, per la distanza enorme che separa questi comportamenti da quelli maggiormente diffusi.<br />
La produzione immette sul mercato prodotti che sempre più artificializzano la nostra esistenza, sempre più concentrano i profitti, sostengono monopoli, espropriano la cultura delle comunità, definiscono e impongono nuove modalità di vita. Il fine commerciale ha strutturato la società, ha definito una nuova modalità di vita, ha modificato le relazioni ed i comportamenti sotto gli occhi di tutti i governi, sprecando un patrimonio creativo e culturale immenso.<br />
Ed allora diviene una battaglia non avere i supplementi gratuiti dei quotidiani (tanta carta quanta pubblicità, vera ragione di stampare il giornale), una battaglia non avere la doppia confezione in plastica al supermercato, una scelta politica andare a fare la spesa con un borsa non monouso o avere una macchina vecchia.<br />
Non usare la carta di credito è visto come un atto da “individuo in via di sviluppo” (ma già paghiamo un pezzo di carta chiamato denaro, perché pagare anche un pezzo di plastica?). Un comportamento ecologico diviene “anacronistico”, da tradizionalista, da chi vuole “un passato che non può tornare”.<br />
Non è così. Chi pensa in termini ambientali non pensa al passato né al futuro, pensa al presente ed alla capacità delle comunità e degli individui di essere capaci di scegliere indipendentemente dalle pressioni del commercio.<br />
In questo la coerenza dell’individuo è fondamentale. Non ammantata di “eroismo”, né di “integralismo” è l’unico mezzo che permette di difendersi da una aggressione interessata che mina la capacità critica. La coerenza è contagiosa.<br />
Alle scelte individuali va però affiancata una pratica tesa a smascherare le malefatte ed elogiare le azioni congrue svolte dagli altri, visto che molti, per incapacità di critica o per interesse, perseguono obiettivi dannosi per tutti.<br />
A partire dall’evidenziare le seppur involontarie connivenze di coloro che praticano comportamenti che sostengono un modello dannoso per gran parte dell’umanità e non in condizione di migliorare le condizioni dell’ambiente. Fino ad arrivare alle scelte delle nazioni, così frequentemente tese a sostenere gli interessi economici anche a scapito degli interessi comuni.<br />
Con serenità, senza astio, ma con consapevolezza che c’è spazio per concretizzare una spinta critica e libertaria già diffusamente presente nel pianeta.<br />
Il discernimento per individuare azioni sostenibili è la verifica della loro capacità almeno di:</p>
<p style="text-align:justify;">* Ridurre i consumi;<br />
* Ridurre l’incremento demografico;<br />
* Ridurre il consumo dei suoli derivato dall’infrastrutturazione e dall’espansione urbana;<br />
* Riqualificare e conservare la naturalità;<br />
* Mantenere la diversità naturale e culturale;<br />
* Recuperare, riusare, riciclare i manufatti e le merci;<br />
* Sostenere tutte le forme di produzione e scambio poste al di fuori del mercato globale;<br />
* Sostenere la deindustrializzazione globale, dando spazio all’artigianato, alla produzione locale;<br />
* Sostenere l’equilibrio insediamento-risorse a livello locale, chiudendo i cicli e perseguendo l’autonomia economica delle comunità;<br />
* Sostenere le identità delle comunità geografiche ed ageografiche, le culture locali, le lingue, le capacità tecniche. No tradizionalismo ma comunità aperte e identificabili in quanto strettamente connesse ai luoghi;<br />
* Sostenere mobilità e produzione energetica alternative, non centralizzate, non monopolistiche, non sovradimensionate, necessarie, da fonti rinnovabili.</p>
<p style="text-align:justify;">Tutto quanto non riesce a contribuire a ciò non può essere considerato sostenibile.<br />
Ma queste azioni non sono compatibili con l’attuale struttura economica e sociale in quanto riducono le quantità, modificano le qualità, distribuiscono le ricchezze, smaterializzano i beni, rendono partecipi gli individui delle dinamiche sociali che li riguardano, concretizzano il senso critico in azione, sviluppano la consapevolezza di ciascuno e la solidarietà tra gli individui, promuovono la partecipazione diretta alla gestione della società.<br />
Al contrario si adattano precisamente ai caratteri di una società libertaria.</p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/lagabbianella.wordpress.com/54/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/lagabbianella.wordpress.com/54/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lagabbianella.wordpress.com/54/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lagabbianella.wordpress.com/54/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lagabbianella.wordpress.com/54/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lagabbianella.wordpress.com/54/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lagabbianella.wordpress.com/54/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lagabbianella.wordpress.com/54/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lagabbianella.wordpress.com/54/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lagabbianella.wordpress.com/54/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lagabbianella.wordpress.com/54/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lagabbianella.wordpress.com/54/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lagabbianella.wordpress.com&blog=4114264&post=54&subd=lagabbianella&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Napoli &#8211; Korogocho</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jul 2008 07:43:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>davide</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[Alex Zanotelli]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Inceneritore]]></category>

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		<description><![CDATA[dal blog di Beppe Grillo

Padre Alex Zanotelli, per me una scheggia del cuore di Cristo, mi ha inviato questa lettera da Napoli. Il business dell&#8217;emergenza è il futuro della Campania, l&#8217;assicurazione sulla vita della politica inquinata. L&#8217;emergenza giustifica i mezzi e il fine sono sempre i soldi.

&#8220;Carissimi,
è con la rabbia in corpo che vi scrivo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lagabbianella.wordpress.com&blog=4114264&post=51&subd=lagabbianella&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="margin-bottom:0;text-align:right;"><a title="Blog di Beppe Grillo" href="www.beppegrillo.it" target="_self"><em>dal blog di Beppe Grillo</em></a></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:left;"><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://lagabbianella.wordpress.com/2008/07/21/napoli-korogocho/"><img src="http://img.youtube.com/vi/TiGCYeHDhMo/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;">Padre Alex Zanotelli, per me una scheggia del cuore di Cristo, mi ha inviato questa lettera da Napoli. Il business dell&#8217;emergenza è il futuro della Campania, l&#8217;assicurazione sulla vita della politica inquinata. L&#8217;emergenza giustifica i mezzi e il fine sono sempre i soldi.</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">&#8220;Carissimi,</p>
<p style="margin-bottom:0;">è con la rabbia in corpo che vi scrivo questa lettera dai bassi di Napoli, dal Rione Sanità nel cuore di quest’estate infuocata. La mia è una rabbia lacerante perché oggi la Menzogna è diventata la Verità. Il mio lamento è così ben espresso da un credente ebreo nel Salmo 12:</p>
<p style="margin-bottom:0;"><em>“ Solo falsità l’uno all’altro si dicono:</em></p>
<p style="margin-bottom:0;"><em>bocche piene di menzogna,</em></p>
<p style="margin-bottom:0;"><em>tutti a nascondere ciò che tramano in cuore.</em></p>
<p style="margin-bottom:0;"><em>Come rettili strisciano,</em></p>
<p style="margin-bottom:0;"><em>e i più vili emergono,</em></p>
<p style="margin-bottom:0;"><em>è al colmo la feccia.”</em></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span id="more-51"></span></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;">Quando, dopo Korogocho, ho scelto di vivere a Napoli , non avrei mai pensato che mi sarei trovato a vivere le stesse lotte. Sono passato dalla discarica di Nairobi, a fianco della baraccopoli di Korogocho alle lotte di Napoli contro le discariche e gli inceneritori.Sono convinto che Napoli è solo la punta dell’iceberg di un problema che ci sommerge tutti.Infatti, se a questo mondo, gli oltre sei miliardi di esseri umani vivessero come viviamo noi ricchi (l’11% del mondo consuma l’88% delle risorse del pianeta!) avremmo bisogno di altri quattro pianeti come risorse e di altro quattro come discariche ove buttare i nostri rifiuti. I poveri di Korogocho, che vivono sulla discarica, mi hanno insegnato a riciclare tutto, a riusare tutto, a riparare tutto, a rivendere tutto, ma soprattutto a vivere con sobrietà.</p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;">E’ stata una grande lezione che mi aiuta oggi a leggere la situazione dei rifiuti a Napoli e in Campania, regione ridotta da vent’anni a sversatoio nazionale dei rifiuti tossici.Infatti esponenti della camorra in combutta con logge massoniche coperte e politici locali, avevano deciso nel 1989, nel ristorante “La Taverna” di Villaricca”, di sversare i rifiuti tossici in Campania.Questo perché diventava sempre più difficile seppellire i nostri rifiuti in Somalia. Migliaia di Tir sono arrivati da ogni parte di Italia carichi di rifiuti tossici e sono stati sepolti dalla camorra nel Triangolo della morte (Acerra-Nola- Marigliano), nelle Terre dei fuochi (Nord di Napoli) e nelle campagne del Casertano. Questi rifiuti tossici “bombardano” oggi, in particolare i neonati, con diossine, nanoparticelle che producono tumori, malformazioni , leucemie.</p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;">Il documentario Biutiful Cauntri esprime bene quanto vi racconto.</p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;">A cui bisogna aggiungere il disastro della politica ormai subordinata ai potentati economici-finanziari.Infatti questa regione è stata gestita dal 1994 da 10 commissari straordinari per i rifiuti,scelti dai vari governi nazionali che si sono succeduti. In 15 anni i commissari straordinari hanno speso oltre due miliardi di euro, per produrre oltre sette milioni di tonnellate di “ecoballe”, che di eco non hanno proprio nulla : sono rifiuti tal quale, avvolti in plastica che non si possono nè incenerire, né seppellire perché inquinerebbero le falde acquifere. Buona parte di queste ecoballe, accatastate fuori la città di Giugliano, infestano con il loro percolato quelle splendide campagne denominate “Taverna del re “.</p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;">E così siamo giunti al disastro! Oggi la Campania ha raggiunto gli stessi livelli di tumore del Nord-Est, che però ha fabbriche e lavoro.Noi, senza fabbriche e senza lavoro, per i rifiuti siamo condannati alla stessa sorte. Il nostro non è un disastro ecologico -lo dico con rabbia- ma un crimine ecologico, frutto di decisioni politiche che coprono enormi interessi finanziari. Ne è prova il fatto che Prodi, a governo scaduto, abbia firmato due ordinanze:una che permetteva di bruciare le ecoballe di Giugliano nell’inceneritore di Acerra, l’altra che permetteva di dare il Cip 6 (la bolletta che paghiamo all’Enel per le energie rinnovabili) ai 3 inceneritori della Campania che “trasformano la merda in oro -come dice Guido Viale- Quanto più merda, tanto più oro!”.</p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;">Ulteriore rabbia quando il governo Berlusconi ha firmato il nuovo decreto n.90 sui rifiuti in Campania. Berlusconi ci impone, con la forza militare, di costruire 10 discariche e quattro inceneritori. Se i 4 inceneritori funzionassero, la Campania dovrebbe importare rifiuti da altrove per farli funzionare. Da solo l’inceneritore di Acerra potrebbe bruciare 800.000 tonnellate all’anno! E’ chiaro allora che non si vuole fare la raccolta differenziata, perché se venisse fatta seriamente (al 70 %), non ci sarebbe bisogno di quegli inceneritori. E’ da 14 anni che non c’è volontà politica di fare la raccolta differenziata. Non sono i napoletani che non la vogliono, ma i politici che la ostacolano perché devono ubbidire ai potentati economici-finanziari promotori degli inceneritori. E tutto questo ci viene imposto con la forza militare vietando ogni resistenza o dissenso, pena la prigione. Le conseguenze di questo decreto per la Campania sono devastanti. ”Se tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge (articolo 3 della Costituzione), i Campani saranno meno uguali, avranno meno dignità sociale-così afferma un recente Appello ai Parlamentari Campani Ciò che è definito “tossico” altrove, anche sulla base normativa comunitaria, in Campania non lo è; ciò che altrove è considerato “pericoloso”qui non lo sarà. Le regole di tutela ambientale e salvaguardia e controllo sanitario, qui non saranno in vigore. La polizia giudiziaria e la magistratura in tema di repressione di violazioni della normativa sui rifiuti, hanno meno poteri che nel resto d’Italia e i nuovi tribunali speciali per la loro smisurata competenza e novità, non saranno in grado di tutelare, come altrove accade, i diritti dei Campani &#8230;</p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;">Per questo sono andato con tanta indignazione in corpo all’inceneritore di Acerra, a contestare la conferenza stampa di Berlusconi, organizzata nel cuore del Mostro, come lo chiama la gente. Eravamo pochi, forse un centinaio di persone. (La gente di Acerra, dopo le botte del 29 agosto 2004 da parte delle forze dell’ordine,è terrorizzata e ha paura di scendere in campo). Abbiamo tentato di dire il nostro no a quanto stava accadendo.Abbiamo distribuito alla stampa i volantini :”Lutto cittadino.La democrazia è morta ad Acerra.Ne danno il triste annuncio il presidente Berlusconi e il sottosegretario Bertolaso.” Nella conferenza stampa (non ci è stato permesso parteciparvi!) Berlusconi ha chiesto scusa alla Fibe per tutto quello che ha “subito” per costruire l’inceneritore ad Acerra! (Ricordo che la Fibe è sotto processo).Uno schiaffo ai giudici! Bertolaso ha annunciato che aveva firmato il giorno prima l’ordinanza con la Fibe perché finisse i lavori! Poi ha annunciato che avrebbe scelto con trattativa privata, una delle tre o quattro ditte italiane e una straniera, a gestire i rifiuti.Quella italiana sarà quasi certamente la A2A ( la multiservizi di Brescia e Milano) e quella straniera è la Veolia, la più grande multinazionale dell’acqua e la seconda al mondo per i rifiuti. Sarà quasi certamente Veolia a papparsi il bocconcino e così, dopo i rifiuti, si papperà anche l’acqua di Napoli.Che vergogna! E’ la stravittoria dei potentati economici-finanziari, il cui unico scopo è fare soldi in barba a tutti noi che diventiamo le nuove cavie. Sono infatti convinto che la Campania è diventata oggi un ottimo esempio di quello che la Naomi Klein nel suo libro Shock Economy, chiama appunto l’economia di shock! Lì dove c’è emergenza grave viene permesso ai potentati economico-finanziari di fare cose che non potrebbero fare in circostanze normali. Se funziona in Campania, lo si ripeterà altrove. (New Orleans dopo Katrina insegna!)&#8230;</p>
<p>Non abbandonateci. E’ questione di vita o di morte per tutti. E’ con tanta rabbia che ve lo scrivo.Resistiamo!&#8221;</p>
<p><span style="text-decoration:underline;"><a title="Lettera di Zanotelli" href="http://www.beppegrillo.it/immagini/Lettera%20Zanotelli.pdf" target="_self"><span style="text-decoration:underline;">Leggi la lettera completa di Alex Zanotelli</span></a></span></p>
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		<title>Rifiuti in campagna, l&#8217;emergenza che non c&#8217;era&#8230;</title>
		<link>http://lagabbianella.wordpress.com/2008/07/11/rifiuti-in-campagna-lemergenza-che-non-cera/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Jul 2008 12:37:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>davide</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Inceneritore]]></category>

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		<description><![CDATA[da obzudi.splinder.com
Manuela Lasagna ha prodotto un’inchiesta per conto di RaiNews24 (scaricabile qui) che dimostra come la cosiddetta &#8220;emergenza rifiuti&#8221; in Campania in realtà è architettata ed orchestrata dall&#8217;alto affinché perduri nel tempo.
L&#8217;inchiesta parte dall’intervista a Walter Ganapini, assessore all’ambiente della regione Campania, fatta da Matteo Incerti del Meetup di Napoli, nella quale tra le altre [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lagabbianella.wordpress.com&blog=4114264&post=49&subd=lagabbianella&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:right;"><a title="Obzudi" href="obzudi.splinder.com" target="_self"><em>da obzudi.splinder.com</em></a></p>
<p style="text-align:justify;">Manuela Lasagna ha prodotto un’inchiesta per conto di RaiNews24 (scaricabile qui) che dimostra come la cosiddetta &#8220;emergenza rifiuti&#8221; in Campania in realtà è architettata ed orchestrata dall&#8217;alto affinché perduri nel tempo.</p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;inchiesta parte dall’intervista a Walter Ganapini, assessore all’ambiente della regione Campania, fatta da Matteo Incerti del Meetup di Napoli, nella quale tra le altre cose Ganapini denuncia come ci siano impianti già pronti, fra cui una discarica perfettamente regolare da 600mila tonnellate pronta da 6 anni, misteriosamente dimenticati. Modernissimi impianti di Trattamento Meccanico Biologico tra i migliori d&#8217;Europa boicottati. Ora che il fatto è stato scoperto e denunciato sui media da Ganapini, nessuno sembra intenzionato a tenerne conto. Una breve ed ottima inchiesta imperdibile e riportata anche su youtube nei video che seguono e che invito a diffondere il più possibile:</p>
<p><a title="Emergenza che non c'era - parte 1" href="http://www.youtube.com/watch?v=r_wTWXgpfNE" target="_self">Parte 1: L&#8217;emergenza che non c&#8217;era &#8211; Inchiesta RaiNews24 &#8211; Parte 1/2</a></p>
<p><a title="Emergenza che non c'era - parte 2" href="http://www.youtube.com/watch?v=syJzVR9uzzU" target="_self">Parte 2: L&#8217;emergenza che non c&#8217;era &#8211; Inchiesta RaiNews24 &#8211; Parte 2/2</a></p>
<p><a title="ChiaiaNoDiscarica" href="http://www.chiaianodiscarica.it/" target="_self">http://www.chiaianodiscarica.it/</a></p>
<p><a title="Freebooter" href="http://freebooter.da.ru/" target="_self">http://freebooter.da.ru/</a></p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/lagabbianella.wordpress.com/49/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/lagabbianella.wordpress.com/49/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lagabbianella.wordpress.com/49/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lagabbianella.wordpress.com/49/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lagabbianella.wordpress.com/49/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lagabbianella.wordpress.com/49/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lagabbianella.wordpress.com/49/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lagabbianella.wordpress.com/49/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lagabbianella.wordpress.com/49/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lagabbianella.wordpress.com/49/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lagabbianella.wordpress.com/49/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lagabbianella.wordpress.com/49/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lagabbianella.wordpress.com&blog=4114264&post=49&subd=lagabbianella&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Il paradosso del nostro tempo</title>
		<link>http://lagabbianella.wordpress.com/2008/07/11/il-paradosso-del-nostro-tempo/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Jul 2008 12:31:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>davide</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Grazie al caro Matteo che me ne ha fatto dono&#8230;
di George Garlin
Il paradosso del nostro tempo nella storia è che abbiamo edifici sempre più
alti, ma moralità più basse, autostrade sempre più larghe, ma orizzonti più
ristretti.
Spendiamo di più, ma abbiamo meno, comperiamo di più, ma godiamo meno.
Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole, più comodità, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lagabbianella.wordpress.com&blog=4114264&post=48&subd=lagabbianella&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><em>Grazie al caro Matteo che me ne ha fatto dono&#8230;</em></p>
<p style="text-align:right;"><em>di George Garlin</em></p>
<p>Il paradosso del nostro tempo nella storia è che abbiamo edifici sempre più<br />
alti, ma moralità più basse, autostrade sempre più larghe, ma orizzonti più<br />
ristretti.</p>
<p>Spendiamo di più, ma abbiamo meno, comperiamo di più, ma godiamo meno.<br />
Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole, più comodità, ma meno tempo.</p>
<p>Più conoscenza, ma meno giudizio, più esperti, e ancor più problemi, più<br />
medicine, ma meno benessere.</p>
<p>Beviamo troppo, fumiamo troppo, spendiamo senza ritegno, ridiamo troppo<br />
poco, guidiamo troppo veloci, ci arrabbiamo troppo, facciamo le ore piccole,<br />
ci alziamo stanchi, vediamo troppa TV, e preghiamo di rado.</p>
<p><span id="more-48"></span></p>
<p>Abbiamo moltiplicato le nostre proprietà, ma ridotto i nostri valori.<br />
Parliamo troppo, amiamo troppo poco<br />
e odiamo troppo spesso.<br />
Abbiamo imparato come guadagnarci da vivere, ma non come vivere.<br />
Abbiamo aggiunto anni alla vita, ma non vita agli anni.</p>
<p>Siamo andati e tornati dalla Luna,<br />
ma non riusciamo ad attraversare la strada per incontrare un nuovo vicino di<br />
casa.<br />
Abbiamo conquistato lo spazio esterno, ma non lo spazio interno.<br />
Abbiamo creato cose più grandi, ma non migliori.<br />
Abbiamo pulito l&#8217;aria, ma inquinato l&#8217;anima.<br />
Abbiamo dominato l&#8217;atomo, ma non i pregiudizi.</p>
<p>Pianifichiamo di più, ma realizziamo meno.<br />
Abbiamo imparato a sbrigarci, ma non ad aspettare.<br />
Costruiamo computers più grandi per contenere più informazioni, per produrre<br />
più copie che mai, ma comunichiamo sempre meno.</p>
<p>Questi sono i tempi del fast food e della digestione lenta, grandi uomini e<br />
piccoli caratteri, ricchi profitti e povere relazioni.</p>
<p>Questi sono i tempi di due redditi e più divorzi, case più belle ma famiglie<br />
distrutte.</p>
<p>Questi sono i tempi dei viaggi veloci, dei pannolini usa e getta, della<br />
moralità a perdere, delle relazioni di una notte, dei corpi sovrappeso e<br />
delle pillole che possono farti fare di tutto, dal rallegrarti al calmarti,<br />
all&#8217;ucciderti.</p>
<p>E&#8217; un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.</p>
<p>Un tempo in cui la tecnologia può farti arrivare questa lettera, e in cui<br />
puoi scegliere di condividere queste considerazioni con altri, o di<br />
cancellarle.</p>
<p>Ricordati di spendere del tempo con i tuoi cari ora, perché non saranno con<br />
te per sempre.</p>
<p>Ricordati di dire una parola gentile a qualcuno che ti guarda dal basso in<br />
soggezione, perché quella piccola persona presto crescerà e lascerà il tuo<br />
fianco.<br />
Ricordati di dare un caloroso abbraccio<br />
alla persona che ti sta a fianco,<br />
perché è l&#8217;unico tesoro che puoi dare con il cuore e non costa nulla.</p>
<p>Ricordati di dire &#8220;vi amo&#8221; ai tuoi cari, ma soprattutto pensalo.</p>
<p>Un bacio e un abbraccio possono curare ferite che vengono dal profondo<br />
dell&#8217;anima.</p>
<p>Ricordati di tenerle le mani e godi di questi momenti, perché un giorno<br />
quella persona non sarà più lì.</p>
<p>Dedica tempo all&#8217;amore, dedica tempo alla conversazione, e dedica tempo per<br />
condividere i pensieri preziosi della tua mente.</p>
<p>E RICORDA SEMPRE:<br />
la vita non si misura da quanti respiri facciamo, ma dai momenti che ci<br />
tolgono il respiro.</p>
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		<item>
		<title>Quello che i giornali non ci dicono&#8230; le alternative agli inceneritori</title>
		<link>http://lagabbianella.wordpress.com/2008/07/11/quello-che-i-giornali-non-ci-dicono-le-alternative-agli-inceneritori/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Jul 2008 08:51:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>davide</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[Inceneritore]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Boschini]]></category>

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		<description><![CDATA[dal blog di Marco Boschini
Per tornare ancora sulla questione dei rifiuti e sulla follia di quelli che propongono l&#8217;incenerimento come &#8217;soluzione totale&#8217; al problema.

       <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lagabbianella.wordpress.com&blog=4114264&post=45&subd=lagabbianella&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:right;"><em>dal blog di <a title="Il blog di Marco Boschini" href="www..marcoboschini.it" target="_self">Marco Boschini</a></em></p>
<p style="text-align:center;"><em>Per tornare ancora sulla questione dei rifiuti e sulla follia di quelli che propongono l&#8217;incenerimento come &#8217;soluzione totale&#8217; al problema.</em></p>
<p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://lagabbianella.wordpress.com/2008/07/11/quello-che-i-giornali-non-ci-dicono-le-alternative-agli-inceneritori/"><img src="http://img.youtube.com/vi/o8De1Qt_wGU/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/lagabbianella.wordpress.com/45/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/lagabbianella.wordpress.com/45/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lagabbianella.wordpress.com/45/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lagabbianella.wordpress.com/45/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lagabbianella.wordpress.com/45/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lagabbianella.wordpress.com/45/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lagabbianella.wordpress.com/45/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lagabbianella.wordpress.com/45/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lagabbianella.wordpress.com/45/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lagabbianella.wordpress.com/45/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lagabbianella.wordpress.com/45/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lagabbianella.wordpress.com/45/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lagabbianella.wordpress.com&blog=4114264&post=45&subd=lagabbianella&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		</media:content>

		<media:content url="http://img.youtube.com/vi/o8De1Qt_wGU/2.jpg" medium="image" />
	</item>
		<item>
		<title>Capriolo zoppo</title>
		<link>http://lagabbianella.wordpress.com/2008/07/10/capriolo-zoppo/</link>
		<comments>http://lagabbianella.wordpress.com/2008/07/10/capriolo-zoppo/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 Jul 2008 12:48:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>davide</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Indiani d'America]]></category>

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		<description><![CDATA[da www.armesma.it
Risposta inviata nel 1855 dal Capo Sealt (Seattle), Capo Tribù dei Duwamish, al Presidente USA Franklin Pierce che chiedeva di acquistare la terra dei Pellerossa


Il grande capo che sta Washington ci manda a dire che vuole comprare la nostra terra. Il grande capo ci manda anche espressioni di amicizia e di buona volontà. Ciò [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lagabbianella.wordpress.com&blog=4114264&post=44&subd=lagabbianella&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="margin-bottom:0;text-align:right;"><a title="Armesma" href="www.armesma.it" target="_self">da www.armesma.it</a></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:center;"><em>Risposta inviata nel 1855 dal Capo Sealt (Seattle), Capo Tribù dei Duwamish, al Presidente USA Franklin Pierce che chiedeva di acquistare la terra dei Pellerossa</em></p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;">Il grande capo che sta Washington ci manda a dire che vuole comprare la nostra terra. Il grande capo ci manda anche espressioni di amicizia e di buona volontà. Ciò è gentile da parte sua, poiché sappiamo che se non venderemo, l&#8217;uomo bianco potrebbe venire con i fucili a prendere la nostra terra. Quello che dice il Capo Seattle, il grande Capo di Washington può considerarlo sicuro, come i nostri fratelli bianchi possono considerare sicuro il ritorno delle stagioni. Le mie parole sono come le stelle e non tramontano.</p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;">Ma come potete comprare o vendere il cielo, il calore della terra? Questa idea è strana per noi. Noi non siamo proprietari della freschezza dell&#8217;aria o dello scintillio dell&#8217;acqua: come potete comprarli da noi?</p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;"><span id="more-44"></span></p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;">Ogni parte di questa terra è sacra al mio popolo. Ogni ago scintillante di pino, ogni spiaggia sabbiosa, ogni goccia di rugiada nei boschi oscuri, ogni insetto ronzante è sacro nella memoria e nell&#8217;esperienza del mio popolo. La linfa che circola negli alberi porta le memorie dell&#8217;uomo rosso. I morti dell&#8217;uomo bianco dimenticano il paese della loro nascita quando vanno a camminare tra le stelle. Noi siamo parte della terra ed essa è parte di noi. I fiori profumati sono i nostri fratelli. Il cervo, il cavallo e l&#8217;aquila sono i nostri fratelli. Le creste rocciose, le essenze dei prati, il calore del corpo dei cavalli e l&#8217;uomo, tutti appartengono alla stessa famiglia.</p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;">Perciò, quando il grande Capo che sta a Washington ci manda a dire che vuole comprare la nostra terra, ci chiede molto. Egli ci manda a dire che ci riserverà un posto dove potremo vivere comodamente per conto nostro. Egli sarà nostro padre e noi saremo i suoi figli. Quindi noi considereremo la Vostra offerta di acquisto. Ma non sarà facile, perché questa terra per noi è sacra. L&#8217;acqua scintillante che scorre nei torrenti e nei fiumi non è soltanto acqua, ma il sangue dei nostri antenati. Se noi vi vendiamo la terra, voi dovete ricordare che essa è sacra e dovete insegnare ai vostri figli che essa è sacra e che ogni tremolante riflesso nell&#8217;acqua limpida del lago parla di eventi e di ricordi, nella vita del mio popolo.</p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;">Il mormorio dell&#8217;acqua è la voce del padre, di mio padre. I fiumi i nostri fratelli ed essi saziano la nostra sete. I fiumi portano le nostre canoe e nutrono i nostri figli. Se vi vendiamo la terra, voi dovete ricordare e insegnare ai vostri figli che i fiumi sono i nostri fratelli ed anche vostri e dovete perciò usare con i fiumi la gentilezza che usereste con un fratello.</p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;">L&#8217;uomo rosso si è sempre ritirato davanti alla avanzata dell&#8217;uomo bianco, come la rugiada sulle montagne si ritira davanti al sole del mattino. Ma le ceneri dei nostri padri sono sacre. Le loro tombe sono terreno sacro e così queste colline e questi alberi. Questa porzione di terra è consacrata per noi.</p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;">Noi sappiamo che l&#8217;uomo bianco non capisce i nostri pensieri. Una porzione della terra è la stessa per lui come un&#8217;altra, perché egli è uno straniero che viene nella notte e prende dalla terra qualunque cosa gli serve. La terra non è suo fratello, ma suo nemico e quando l&#8217;ha conquistata, egli si sposta, lascia le tombe dei suoi padri dietro di lui e non se ne cura. Le tombe dei suoi padri e i diritti dei suoi figli vengono dimenticati. Egli tratta sua madre, la terra e suo fratello, il cielo, come cose che possono essere comprate, sfruttate e vendute, come fossero pecore o perline colorate. Il suo appetito divorerà la terra e lascerà dietro solo un deserto.</p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;">Non so, i nostri pensieri sono differenti dai vostri pensieri. La vista delle vostre città ferisce gli occhi dell&#8217;uomo rosso. Ma forse ciò avviene perché l&#8217;uomo rosso è un selvaggio e non capisce.</p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;">Non c&#8217;è alcun posto quieto nelle città dell&#8217;uomo bianco. Alcun posto in cui sentire lo stormire di foglie in primavera o il ronzio delle ali degli insetti. Ma forse io sono un selvaggio e non capisco. Il rumore della città ci sembra soltanto che ferisca gli orecchi. E che cosa è mai lì la vita, se un uomo non può ascoltare il grido solitario del succiacapre o i discorsi delle rane attorno a uno stagno di notte? Ma io sono un uomo rosso e non capisco. L&#8217;indiano preferisce il dolce rumore del vento che soffia sulla superficie del lago o l&#8217;odore del vento stesso, pulito dalla pioggia o profumato dagli aghi di pino.</p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;">L&#8217;aria è preziosa per l&#8217;uomo rosso poiché tutte le cose partecipano dello stesso respiro.</p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;">L&#8217;uomo bianco sembra non accorgersi dell&#8217;aria che respira e come un uomo da molti giorni in agonia, egli è insensibile alla puzza.</p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;">Ma se noi vi vendiamo la nostra terra voi dovete ricordare che l&#8217;aria è preziosa per noi e che l&#8217;aria ha lo stesso spirito della vita che essa sostiene. Il vento, che ha dato ai nostri padri il primo respiro, riceve anche il loro ultimo respiro. E il vento deve dare anche ai nostri figli lo spirito della vita. E se vi vendiamo la nostra terra, voi dovete tenerla da parte e come sacra, come un posto dove anche l&#8217;uomo bianco possa andare a gustare il vento addolcito dai fiori dei prati.</p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;">Perciò noi considereremo l&#8217;offerta di comprare la nostra terra, ma se decideremo di accettarla, io porrò una condizione. L&#8217;uomo bianco deve trattare gli animali di questa terra come fratelli. Io sono un selvaggio e non capisco altri pensieri. Ho visto migliaia di bisonti che marcivano nella prateria, lasciati lì dall&#8217;uomo bianco che gli aveva sparato dal treno che passava. Io sono un selvaggio e non posso capire come un cavallo di ferro sbuffante possa essere più importante del bisonte, che noi uccidiamo solo per sopravvivere</p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;">Che cosa è l&#8217;uomo senza gli animali? Se non ce ne fossero più gli indiani morirebbero di solitudine. Perché qualunque cosa capita agli animali, presto capita all&#8217;uomo. Tutte le cose sono collegate.</p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;">Voi dovete insegnare ai vostri figli che il terreno sotto i loro piedi è la cenere dei nostri antenati. Affinché rispettino la terra, dite ai vostri figli che la terra è ricca delle vite del nostro popolo. Insegnate ai vostri figli quello che noi abbiamo insegnato ai nostri, che la terra è nostra madre. Qualunque cosa capita alla terra, capita anche ai figli della terra. Se gli uomini sputano sulla terra, sputano su se stessi.</p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;">Questo noi sappiamo. Tutte le cose sono collegate, come il sangue che unisce una famiglia. Qualunque cosa capita alla terra, capita anche ai figli della terra. Non è stato l&#8217;uomo a tessere la tela della vita, egli ne è soltanto un filo. Qualunque cosa egli faccia alla terra, lo fa a se stesso. Ma noi considereremo la vostra offerta di andare nella riserva che avete stabilita per il mio popolo. Noi vivremo per conto nostro e in pace Importa poco dove spenderemo il resto dei nostri giorni.</p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;">I nostri figli hanno visto i loro padri umiliati nella sconfitta. I nostri guerrieri hanno provato la vergogna. E dopo la sconfitta, essi passano i giorni nell&#8217;ozio e contaminano i loro corpi con cibi dolci e bevande forti. Poco importa dove passeremo il resto dei nostri giorni: essi non saranno molti. Ancora poche ore, ancora pochi inverni, e nessuno dei figli delle grandi tribù, che una volta vivevano sulla terra e che percorrevano in piccole bande i boschi, rimarrà per piangere le tombe di un popolo, una volta potente e pieno di speranze come il nostro. Ma perché dovrei piangere la scomparsa del mio popolo? Le tribù sono fatte di uomini, niente di più. Gli uomini vanno e vengono come le onde del mare. Anche l&#8217;uomo bianco, il cui Dio cammina e parla con lui da amico a amico, non può sfuggire al destino comune.</p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;">Può darsi che siamo fratelli, dopo tutto. Vedremo.</p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;">Noi sappiamo una cosa che l&#8217;uomo bianco forse un giorno scoprirà: il nostro Dio è lo stesso Dio.</p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;">Può darsi che ora voi pensiate di possederlo, come desiderate possedere la nostra terra. Ma voi non potete possederlo. Egli è il Dio dell&#8217;uomo e la sua compassione è uguale per l&#8217;uomo rosso come per l&#8217;uomo bianco. Questa terra è preziosa anche per lui. E far male alla terra è disprezzare il suo creatore. Anche gli uomini bianchi passeranno, forse prima di altre tribù. Continuate a contaminare il vostro letto e una notte soffocherete nei vostri stessi rifiuti.</p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;">Ma nel vostro sparire brillerete vividamente, bruciati dalla forza del Dio che vi portò su questa terra e per qualche scopo speciale vi diede il dominio su questa terra e sull&#8217;uomo rosso. Questo destino è un mistero Per noi, poiché non capiamo perché i bisonti saranno massacrati, i cavalli selvatici tutti domati, gli angoli segreti della foresta pieni dell&#8217;odore di molti uomini, la vista delle colline rovinate dai fili del telegrafo. Dov&#8217;è la boscaglia? Sparita. Dov&#8217;è l&#8217;aquila? Sparita. E che cosa dire addio al cavallo e alla caccia? La fine della vita e l&#8217;inizio della sopravvivenza.</p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;">Noi potremmo capire se conoscessimo che cos&#8217;è che l&#8217;uomo bianco sogna, quali speranze egli descriva ai suoi nelle lunghe notti invernali, quali visioni egli accenda nelle loro menti, affinché essi desiderino il futuro. Ma noi siamo del selvaggi. I sogni dell&#8217;uomo bianco ci sono nascosti. E poiché ci sono nascosti; noi seguiremo i nostri pensieri. Perciò noi consideriamo l&#8217;offerta di acquistare la nostra terra. Se accetteremo, sarà per assicurarci la riserva che avete promesso. Là forse potremo vivere gli ultimi nostri giorni come desideriamo. Quando l&#8217;ultimo uomo rosso sarà scomparso dalla terra ed il suo ricordo sarà l&#8217;ombra di una nuvola che si muove sulla prateria, queste spiagge e queste foreste conserveranno ancora gli spiriti del mio popolo.</p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;">Poiché essi amano questa terra come il neonato ama il battito del cuore di sua madre. Così, se noi vi venderemo la nostra terra, amatela come l&#8217;abbiamo amata noi. Conservate in voi la memoria della terra come essa era quando l&#8217;avete presa e con tutta la vostra forza con tutta la vostra capacità e con tutto il vostro cuore consegnatela per i vostri figli ed amatela come Dio ci ama tutti.</p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;">Noi sappiamo una cosa, che il nostro Dio è lo stesso Dio. Questa terra è preziosa per lui. Anche l&#8217;uomo bianco non sfuggirà al destino comune. Può darsi che siamo fratelli, dopo tutto. Vedremo.</p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:right;"><a title="Capriolo zoppo" href="http://www.armesma.it/avi%20e%20vivi/Capriolo_zoppo.htm" target="_self">http://www.armesma.it/avi%20e%20vivi/Capriolo_zoppo.htm</a></p>
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