da Carta, Ascanio Celestini
Noi mangiamo la zuppa del supermercato. Nella zuppa del supermercato ci stanno tutti gli ingredienti: la zucchina, la banana, la cipolla, le fragole, il merluzzo, la coda alla vaccinara. Però sono prodotti di supermercato che sanno di niente e quando tanti prodotti sanno di niente li puoi mischiare tutti insieme che non fanno a cazzotti l’uno con l’altro. La zuppa del supermercato non fa schifo a nessuno, così se la mangiano tutti.
Mentre mangiamo la zuppa che sa di niente, noi parliamo di niente.
Mia madre dice «in televisione hanno detto che aumenta il deficit». Ma cos’è ’sto deficit?
Mio padre le ha risposto: «E’ come se io all’inizio di gennaio ti do mille euro e tu alla fine del mese ne hai spesi mille e cinquecento. I cinquecento euro che spendi in più sono il ‘deficit’».
Mia madre gli ha detto: «E come faccio a spendere mille e cinquecento euro se tu me ne dai solo mille?».
Padre: «Con i mille euro che ti do il primo gennaio ci arrivi fino al 20, poi ti fai prestare cinquecento euro da un’amica e spendi pure quelli».
Madre: «Vabbè, ma poi a febbraio glieli devo ridare indietro».
Padre: «No, io il primo febbraio ti do altri mille euro e tu ci arrivi fino al 20, poi invece di ridare i soldi all’amica tua… te ne fai prestare altri cinquecento».
Madre: «Ma poi gliene dovrò ridare mille». «Certo -dice mio padre- e invece a marzo io ti do altri mille euro e il 20 tu te ne fai prestare altri cinquecento dall’amica tua e vai avanti così fino alla fine dell’anno».
Madre: «Ma alla fine dell’anno gliene devo ridare 6000, e chi ce l’ha tutti ’sti soldi?».
Padre: «E infatti non glieli ridai. Ricominci a chiedere soldi e se qualcuno te lo rimprovera gli rispondi che fanno tutti così, gli dici che questo è il debito pubblico».
Mia madre a quel punto gli ha detto: «Sennò io potrei andare avanti fino al 20 coi mille euro che mi dai tu, il 21 mi stampo i soldi finti con la stampante, me ne stampo cinquecento euro e arrivo alla fine del mese».
Padre: «Ma se immetti denaro sul mercato, il denaro perde di valore. E a febbraio i mille euro che ti do io valgono meno. Non ci arrivi al 20, ma al 15».
Madre: «E io mi stampo altri mille euro invece di cinquecento».
Padre: «E così a marzo i mille euro che ti do io valgono ancora meno e ci arrivi fino al 10».
Madre: «E io me ne stampo duemila».
Padre: «E così alla fine dell’anno i soldi non valgono più niente e con mille euro non ci prendi manco un caffè. Questa si chiama ‘inflazione’, finchè l’Italia si stampava le lire da sola si poteva fare, ma mo’ stiamo in Europa e non ce lo permettono più».
Madre: «E allora possiamo fare che i primi 20 giorni del mese ci spendiamo i mille euro, poi dal 21 fino alla fine ci chiudiamo dentro casa, non facciamo la spesa, non consumiamo corrente, non ci laviamo… insomma non spendiamo altri soldi».
«Eh no! -le ha detto mio padre- se non consumi cala il PIL, il prodotto interno lordo, e crolla l’economia».
Allora io gli ho detto: «Papà, guarda per esempio il nonno. Lui va solo a piedi e quindi non consuma benzina, sta in salute e dunque non spende per i farmaci, le analisi e il medico, si lava poco e solo con l’acqua fredda e quando cala la sera si mette a letto perciò non consuma neanche la corrente. E poi mangia solo le verdure dell’orto e non spende manco per la zuppa del supermercato. Il nonno è una vera tragedia per il PIL e per l’economia. Se noi ammazziamo il nonno… spendiamo per comprarci la pistola e le pallottole, l’ambulanza che lo porta all’ospedale consuma benzina, bisogna pagare medici e infermieri, quando muore c’è da fargli il funerale, pagare il falegname cha inchioda la cassa, lo scalpellino che gli fa la lapide, il fioraio per i fiori e poi sulla tomba ci mettiamo una lampadina perpetua così paghiamo l’elettricità in eterno. Se ammazziamo il nonno cresce il PIL!».
Il quel momento il telegiornale ha detto che a Monfalcone stanno morendo duecento persone per l’esposizione all’amianto e si prevede che in tutta la provincia ce ne stanno ventimila di malati. Mio padre ha fatto un sorriso e ha detto: «Quella è gente fortunata, con tutti quei morti gireranno un sacco di soldi. Grazie all’amianto Monfalcone diventerà una piccola Svizzera!». E così, sorridendo, ci siamo finiti la zuppa.
Siamo andati in salotto dove c’è il televisore grande con lo schermo piatto. Mia madre ha chiesto «che fanno stasera in televisione?». Mio padre ha risposto «niente», così l’abbiamo accesa e siamo rimasti a guardarla.
[...] polli e maiali, di fare giardinaggio, di distillare whiskey, di allevare cani da guaria, produrre melassa dalla canna da zucchero, intarsiare paglia per fare ceste, preparare il pane, suonare il [...]