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L’elefante incatenato

Quando ero piccolo adoravo il circo, ero attirato in particolar modo dall’elefante che, come scoprii più tardi, era l’animale preferito di tanti altri bambini. Durante lo spettacolo faceva sfoggio di un peso, una dimensione e una forza davvero fuori dal comune… ma dopo il suo numero , e fino ad un momento prima di entrare in scena, l’elefante era sempre legato ad un paletto conficcato nel suolo, con una catena che gli imprigionava una delle zampe. Eppure il paletto era un minuscolo pezzo di legno piantato nel terreno soltanto per pochi centimetri. e anche se la catena era grossa mi pareva ovvio che un animale del genere potesse liberarsi facilmente di quel paletto e fuggire. Che cosa lo teneva legato? Chiesi in giro a tutte le persone che incontravo di risolvere il mistero dell’elefante qualcuno mi disse che l’elefante non scappava perché era ammaestrato… allora porsi la domanda ovvia: “Se è ammaestrato, perché lo incatenano?”. Non ricordo di aver ricevuto nessuna risposta coerente. Con il passare del tempo dimenticai il mistero dell’elefante e del paletto. Per mia fortuna qualche anno fa ho scoperto che qualcuno era stato tanto saggio da trovare la risposta.

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Lo stato felice

di Marinella Correggia, Altraeconomia luglio/agosto 2008

In Bhutan un re sognatore ha imposto di misurare la “felicità nazionale lorda”, puntando ad aumentare questa, e non il PIL. Anche a costo di rinunciare al trono

La signora Gyem coltiva orzo sulle colline del Bhutan e, intervistata dalla stampa internazionale, ha riassunto le perplessità dei suoi concittadini rispetto alle prime elezioni tenutesi nel Paese lo scorso marzo. Gyem e gli altri bhutanesi hanno nutriente cibo locale, acqua potabile, scuola e sanità gratuite, elettricità, una natura spettacolare e incontaminata, un forte radicamento nei valori spirituali e culturali tradizionali: la democrazia cosa aggiungerà mai, si chiedono?

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Repubblica
Supplemento Affari e Finanza
ultimo aggiornamento 21 Luglio 2008
ECONOMIA ITALIANA

di Giampaolo Fabris

Il greggio a 200 dollari. Il greggio a 300 dollari. Cosa significherebbero scenari tanto devastanti per i consumi? Apocalittici ma non impossibili, almeno il primo. Per il secondo ricordo soltanto che era comunque fra le provocazioni del World Economic Forum di quest’anno. Con il greggio a 200 dollari lo scenario non è difficile da prevedere: basta estrapolare i meccanismi che i consumatori hanno messo a punto in questi anni per confrontarsi con una congiuntura così sfavorevole. Il punto di partenza non può che essere il precipitare di una parte consistente di famiglie al di sotto della soglia di povertà. Ma anche difficoltà generalizzate di accesso ad una molteplicità di consumi da parte di vasti settori dei ceti medi. Il primo acquisto a contrarsi è quello più esplicitamente chiamato in causa dal caro greggio ed anche quello che pesa di più sul budget familiare: l’auto non si sostituisce, si usa sempre meno, i nuovi acquisti privilegiano modelli a consumi ridotti. L’epoca dei Suv mangia benzina si è per sempre conclusa. Il nomadismo – uno dei trend più significativi degli ultimi decenni – tende a ridursi a livelli fisiologici.

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Pubblico le conclusioni di un articolo uscito sul Supplemento al n. 337 -estate 2008- della rivista anarchica mensile ‘A’ (http://www.anarca-bolo.ch/a-rivista). Per leggere tutto l’articolo potete andare sulla pagina web della rivista.

dossier a cura di
Adriano Paolella e Zelinda Carloni

Da molto tempo è noto quanto il comportamento degli individui possa migliorare le condizioni dell’ambiente. Acquisti orientati nei confronti di merci di maggiore qualità ecologica, riduzione dei consumi energetici attraverso una gestione oculata degli impianti e degli elettrodomestici, riduzione delle emissioni con l’uso di vettori alternativi e innovativi, sostituzione a livello privato dell’energia da fonti fossili con quelle rinnovabili.
Ma l’attenzione di moltissime persone nei confronti di comportamenti ambientalmente e socialmente qualificati è contrastata dall’economicità delle merci a minore qualità ambientale (prodotti di qualità minore spesso scaturenti da processi dequalificati) e dalla promozioni di merci fortemente inquinanti.
Quante lampadine a incandescenza dobbiamo sostituire per recuperare la differenza di energia esistente tra la costruzione e l’uso di un autoveicolo di piccola cilindrata ed un SUV? Quanti classi di Euro (siamo a Euro 4) dobbiamo percorrere per recuperare l’incremento medio di cilindrate che i produttori hanno attuato nell’ultimo ventennio?

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Napoli - Korogocho

dal blog di Beppe Grillo

Padre Alex Zanotelli, per me una scheggia del cuore di Cristo, mi ha inviato questa lettera da Napoli. Il business dell’emergenza è il futuro della Campania, l’assicurazione sulla vita della politica inquinata. L’emergenza giustifica i mezzi e il fine sono sempre i soldi.

“Carissimi,

è con la rabbia in corpo che vi scrivo questa lettera dai bassi di Napoli, dal Rione Sanità nel cuore di quest’estate infuocata. La mia è una rabbia lacerante perché oggi la Menzogna è diventata la Verità. Il mio lamento è così ben espresso da un credente ebreo nel Salmo 12:

“ Solo falsità l’uno all’altro si dicono:

bocche piene di menzogna,

tutti a nascondere ciò che tramano in cuore.

Come rettili strisciano,

e i più vili emergono,

è al colmo la feccia.”

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da obzudi.splinder.com

Manuela Lasagna ha prodotto un’inchiesta per conto di RaiNews24 (scaricabile qui) che dimostra come la cosiddetta “emergenza rifiuti” in Campania in realtà è architettata ed orchestrata dall’alto affinché perduri nel tempo.

L’inchiesta parte dall’intervista a Walter Ganapini, assessore all’ambiente della regione Campania, fatta da Matteo Incerti del Meetup di Napoli, nella quale tra le altre cose Ganapini denuncia come ci siano impianti già pronti, fra cui una discarica perfettamente regolare da 600mila tonnellate pronta da 6 anni, misteriosamente dimenticati. Modernissimi impianti di Trattamento Meccanico Biologico tra i migliori d’Europa boicottati. Ora che il fatto è stato scoperto e denunciato sui media da Ganapini, nessuno sembra intenzionato a tenerne conto. Una breve ed ottima inchiesta imperdibile e riportata anche su youtube nei video che seguono e che invito a diffondere il più possibile:

Parte 1: L’emergenza che non c’era - Inchiesta RaiNews24 - Parte 1/2

Parte 2: L’emergenza che non c’era - Inchiesta RaiNews24 - Parte 2/2

http://www.chiaianodiscarica.it/

http://freebooter.da.ru/

Grazie al caro Matteo che me ne ha fatto dono…

di George Garlin

Il paradosso del nostro tempo nella storia è che abbiamo edifici sempre più
alti, ma moralità più basse, autostrade sempre più larghe, ma orizzonti più
ristretti.

Spendiamo di più, ma abbiamo meno, comperiamo di più, ma godiamo meno.
Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole, più comodità, ma meno tempo.

Più conoscenza, ma meno giudizio, più esperti, e ancor più problemi, più
medicine, ma meno benessere.

Beviamo troppo, fumiamo troppo, spendiamo senza ritegno, ridiamo troppo
poco, guidiamo troppo veloci, ci arrabbiamo troppo, facciamo le ore piccole,
ci alziamo stanchi, vediamo troppa TV, e preghiamo di rado.

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dal blog di Marco Boschini

Per tornare ancora sulla questione dei rifiuti e sulla follia di quelli che propongono l’incenerimento come ’soluzione totale’ al problema.

Capriolo zoppo

da www.armesma.it

Risposta inviata nel 1855 dal Capo Sealt (Seattle), Capo Tribù dei Duwamish, al Presidente USA Franklin Pierce che chiedeva di acquistare la terra dei Pellerossa

Il grande capo che sta Washington ci manda a dire che vuole comprare la nostra terra. Il grande capo ci manda anche espressioni di amicizia e di buona volontà. Ciò è gentile da parte sua, poiché sappiamo che se non venderemo, l’uomo bianco potrebbe venire con i fucili a prendere la nostra terra. Quello che dice il Capo Seattle, il grande Capo di Washington può considerarlo sicuro, come i nostri fratelli bianchi possono considerare sicuro il ritorno delle stagioni. Le mie parole sono come le stelle e non tramontano.

Ma come potete comprare o vendere il cielo, il calore della terra? Questa idea è strana per noi. Noi non siamo proprietari della freschezza dell’aria o dello scintillio dell’acqua: come potete comprarli da noi?

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Dopo l’articolo postato qualche giorno fa sulla manifestazione pacifica a cui noi del WWF Lombardia abbiamo partecipato in occasione della ‘gita’ del sindaco di Napoli Jervolino all’inceneritore di Brescia, posto un video riassuntivo della giornata.

Ecco anche qualche foto della mattinata.

Infine, il link al sito ChiaiaNOdiscarica, da cui si può leggere la lettera aperta al sindaco Jervolino. Mooolto istruttiva!

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